Veniamo alla Terza Sinfonia di Brahms, quella che Richter, falsario storico al pari di Wagner e
fazioso fan di Johannes, definì l'Eroica dell'Amburghese.
L'ho riascoltata sullo spartito almeno 2 volte e, col CD diretto da T. Sandeling a capo della
Philarmonia Orchestra, altre 3 volte.
In tutto fanno 5...ore buttate via.
Lasciamo perdere Richter e le sue manie e ascoltiamola per quella che è.
Scritta nel 1883 in quel di Wiesbaden - famosa località termale dove intrecciare reumatismi, asma e
amori - il nostro compositore buttò giù, con un conato di energia creativa, quest'opera.
Certo, il suo incipit così fragoroso e tematicamente impegnativo colpisce come pochi altri.
Ma è un'esposizione che, come la Pentecoste di Manzoni, definit in piscem.
Il fatto è che il dualismo melodico che in Beethoven è così genialmente accentuato si stempera
ben presto in una triade che, difficile da giustificare compositivamente, diventa impossibile
gestire architettonicamente e sì che in quest'ambito egli ha ben poco da invidiare anche allo...
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